Si avvicina la fine del QE: cosa accadrà ai prestiti personali?

Si avvicina la fine del QE: cosa accadrà ai prestiti personali?

Il Quatitative easing ha i giorni contati. Anzi, i mesi. A stabilirlo la Banca Centrale Europea che, a partire da gennaio del 2019 non compererà più i tanto famosi titoli di Stato emessi dai paesi facenti parte dell’Unione Europea. Questa decisione, oltre ad avere conseguenze su una riorganizzazione dell’intero sistema monetario, potrà avere riscontri diretti anche su prestiti personali e mutui casa.

Numeri alla mano: fino ad ora è stato stimato che la Bce, mensilmente, arrivasse ad acquistare circa 30 miliardi di euro di bond; con la fine del QE dunque ogni paese si troverà a far fronte a questa mancanza in maniera individuale. In questo contesto, le conseguenze profilate dagli esperti potrebbero avere molteplici sfaccettature, vediamole insieme. Stando a quanto calcolato dall’Ufficio parlamentare di bilancio sui conti pubblici il prossimo anno gli investitori dovranno cercare di assorbire 30,6 miliardi in più rispetto a quanto era stato fatto quest’anno. La fine del QE secondo Salvatore Rossi, direttore generale di Bankitalia, non porterà in realtà conseguenze pesanti sull’economia del nostro paese in quanto, a partire dal 2015 anno in cui è stata avviata la manovra, la situazione nel nostro paese si è stabilizzata in maniera notevole.

C’è però da considerare che a partire dal 2019 uscirà dal mercato un player importante che, nel corso degli ultimi anni aveva portato a termine l’acquisto di grossi capitali di titoli di Stato. Ciò potrebbe far lievitare, seppur gradualmente, i tassi di interesse e di conseguenza il costo dei prestiti personali e dei finanziamenti più in generale, cosa che potrebbe arrivare a pesare non poco sulle tasche dei cittadini che intendono fare ricorso ad una liquidità extra per portare a termine progetti di varia natura. Su questo fronte il presidente della Bce Mario Draghi, ha dichiarato il suo impegno per mantenere i tassi prossimi allo zero almeno fino all’estate del 2019. A cogliere i primi effetti della fine del QE saranno in particolare coloro che richiederanno un prestito personale a partire dalla seconda metà del prossimo anno, mentre chi ha attualmente in attivo un prestito a tasso variabile potrebbe registrare un aumento dei costi a partire dal 2020.

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