Prestiti rifiutati, motivazioni e possibili soluzioni

Prestiti rifiutati, motivazioni e possibili soluzioni

Una richiesta di finanziamento respinta è un problema da affrontare con metodo, cercando di avere un quadro certo delle motivazioni, non sempre evidenti, che hanno portato la banca o la finanziaria al rifiuto.

Avere chiaro qual è l’ostacolo è infatti l’unica via per capire come e se è possibile rimediare.

Posto che i motivi alla base dei prestiti rifiutati rimandano tutti al problema principale di offrire alla banca o finanziaria adeguate garanzie sulla capacità di far fronte al rimborso del debito, possiamo dividere le cause principali in due gruppi: problemi economici attuali al momento della richiesta e problemi economici passati che macchiano la storia creditizia. In entrambi i casi la finanziaria può avere dubbi sufficienti a respingere la richiesta.

Il problema più comune è una situazione critica dal punto di vista del reddito e/o della solidità della posizione lavorativa. Se il contratto è solido ma lo stipendio troppo basso si può cercare di risolvere abbassando il più possibile l’importo richiesto e selezionando offerte di prestito con piani di rimborso lunghi, in modo da dilazionare il debito in rate piccole facilmente sostenibili, evitando il rischio di ritardi e mancati pagamenti. Ovviamente più lungo è il rimborso più alti saranno i costi totali sostenuti per gli interessi a fine piano, vanno sempre soppesati oneri e benefici. Se il problema è la precarietà lavorativa, per superare un rifiuto servirà invece quasi sicuramente un garante che si impegni a far fronte al debito in caso di insolvenza. Un altro ostacolo si verifica quando si hanno già finanziamenti in corso, e la banca fiuta il sovraindebitamento. Sarà quindi necessario prima risolvere, anche parzialmente, la situazione, fino a poter dimostrare alla banca che il debito totale mensile che si deve affrontare è sostenibile e proporzionato al reddito. Attenzione se ci si è offerti come garante di qualcuno a rischio insolvenza, il problema ovviamente ha conseguenze sulla propria posizione finanziaria se si sta cercando a propria volta un finanziamento.

Per quanto riguarda i problemi pregressi, se un prestito è già stato rifiutato meglio aspettare almeno un mese prima di cercare un’altra finanziaria. È il tempo necessario perché questo dato non compaia più negli archivi della centrale rischi, consultata dalle banche prima di accordare un prestito. Se la centrale segnala come cattivi pagatori, il problema è più complesso. Per la cancellazione serve più tempo e soprattutto sarà necessario dimostrare che i problemi economici che hanno portato in precedenza a ritardi e insolvenza non sussistono più. Se si dispone di uno stipendio da dipendente a tempo indeterminato o di una pensione si può provare a richiedere un prestito per cessione del quinto, una formula che offre di per sé alla banca maggiori garanzie, con una conseguente maggiore flessibilità nell’accettare anche chi in passato ha avuto problemi finanziari.

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